Non è un segreto che le strategie di raccolta fondi più efficaci iniziano con la comprensione del pubblico.

Quando si parla di classi di età, spesso ci si concentra soprattutto sui cosiddetti Baby Boomer, Generazione X e Millennials. Questo perché si tratta di persone già propense ad effettuare donazioni a sostegno di cause sociali. 

Qualunque Organizzazione Non Profit, però, dovrebbe integrare una strategia di analisi della Generazione Z per la propria raccolta fondi.

Chi fa parte della Generazione Z?

La Gen Z comprende coloro nati tra il 1997 e il 2012. Si tratta quindi di persone che nel 2022 hanno un’età compresa tra 15 e 26 anni.

I membri della Generazione Z sono nativi digitali, cresciuti con tecnologia, social media e abituati ad avere le informazioni subito disponibili.

Secondo il Pew Research Center, la Gen Z è maggiormente diversificata dal punto di vista etnico e razziale rispetto alle generazioni precedenti. I membri della Generazione Z risultano più inclini e interessati alle cause sociali e all’attivismo politico.

Inoltre, la Gen Z è un gruppo molto ampio in termini numerici (entro il 2030 si stima che il 30% della forza lavoro degli Stati Uniti sarà composto da membri della Generazione Z).

Con il passare degli anni, e quindi all’aumentare dell’età, il potere di acquisto di questa generazione cresce e con esso la possibilità di sostenere cause sociali.

Per un’Organizzazione Non Profit è fondamentale essere presenti quando i membri della Generazione Z sono pronti a diventare donatori. 

Come è possibile riuscirci? Di seguito i nostri quattro preziosi consigli per iniziare!

1. Sfrutta la comunicazione tra pari

La Generazione Z, come anticipato, è molto sensibile ai problemi sociali e molto attiva per risolverli.

Si stima che quasi tre giovani adulti su quattro siano disposti a donare a favore di un’Organizzazione Non Profit che si occupa di una causa per loro importante.

Trattandosi di una generazione abituata alla condivisione tra pari, è fondamentale che le campagne di raccolta fondi possano essere facilmente condivise tra i donatori: pertanto informazioni e contenuti sulla campagna non solo devono essere mostrati sui Social Media, ma anche coinvolgere e spingere alla condivisione.

In questa direzione va l’approccio alla donazione scelto da Wishraiser: premiare chi dona con un’esperienza da sogno. Da vivere, da condividere per creare un circolo virtuoso a sostegno delle buone cause.

2. Ottimizza le donazioni da mobile

Non ci stancheremo mai di ripeterlo. 

Oltre il 95% dei membri della Gen Z possiede uno smartphone (in media un membro della Gen Z riceve il primo telefono prima dei 10 anni di età), perciò rendere le tue campagne di raccolta fondi ottimizzate per i dispositivi mobili non è solo una moda, ma una necessità.

Un sito Web non adatto alla navigazione da mobile rischia di incrinare il senso di fiducia nell’Organizzazione.

L’ottimizzazione non si applica, però, solo al tuo sito web o alla pagina della tua campagna. Significa anche avere un modulo di donazione mobile-friendly.

Nel 2020 le donazioni online sono aumentate del 21%.

Oltre la metà di tutto il traffico verso i siti Web di Organizzazioni Non Profit è stato generato da dispositivi mobile è ha portato il 26% di tutta la raccolta fondi online. 

Le pagine dedicate alle Organizzazioni Partner di Wishraiser hanno un design semplice e intuitivo, con un modulo di donazione integrato leggero e pensato per rendere facile la donazione sia da mobile che da desktop.

Modulo di donazione su Wishraiser

3. Fai appelli brevi e concisi

Sai quant’è la durata media di attenzione oggi? 8 secondi!

Ogni giorno ognuno di noi è sottoposto a un sovraccarico di informazioni, pertanto essere in grado di catturare l’attenzione in un breve lasso di tempo è fondamentale.

Quindi, come si convince qualcuno a sostenere una causa in pochi secondi?

  • Elimina il superfluo: se stai scrivendo un appello, mantieni il tuo contenuto intorno alle 300-500 parole.
  • Presta attenzione alla leggibilità: evita frasi troppo lunghe e parole poco comprensibili. 
  • Gioca con la formattazione: utilizza il grassetto, il corsivo e la sottolineatura per evidenziare le parole chiave del tuo appello.
  • Evita i “muri di testo”: distribuisci il contenuto testuale su più paragrafi (come abbiamo fatto noi per questo articolo!). Ricorda: gli elenchi puntati sono ottime soluzioni per fare sintesi.
  • Usa una call to action (chiamata all’azione) efficace: sprona i tuoi potenziali sostenitori con un invito breve e coinvolgente.

4. Usa gli #Hashtag (quelli giusti)

Nati su Twitter e in seguito approdati su tutti gli altri social network, gli hashtag se usati correttamente sono ottimi strumenti di marketing e di raccolta fondi.

Creare un hashtag specifico per la tua Organizzazione Non Profit e/o campagna di fundraising è un ottimo modo per creare consapevolezza sulla tua causa e sviluppare un senso di community tra i tuoi sostenitori. 

Non dimenticare, inoltre, che esistono hashtag specifici per il settore Non Profit.

L’esempio più noto è il #GivingTuesday, che identifica la Giornata Mondiale del Dono e segue il #BlackFriday. Nel 2022, il #GivingTuesday cadrà martedì 29 novembre.

Di seguito ti diamo tre suggerimenti per la scelta del tuo hashtag:

  • Non dilungarti: un hashtag efficace deve essere facile da ricordare!
  • Assicurati che non sia stato già preso: controlla se l’hashtag scelto sia già in uso da altre Organizzazioni Non Profit o campagne. Basta una semplice ricerca sul motore di ricerca dei social!
  • Creatività: l’hashtag deve colpire ed emozionare per essere ricordato. La creatività è fondamentale!
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