Recentemente ci siamo occupati di Social Media per le Organizzazioni Non Profit, in particolare di come ottenere nuovi donatori con Facebook e Instagram. Nell’articolo di oggi parliamo più nello specifico di social media advertising, ovvero di come utilizzare le sponsorizzazioni per condurre campagne di acquisizione di donatori.

Questo tema è stato trattato nel corso di Social Media Advertising per il Non Profit: come raccogliere nuovi donatori con sponsorizzate social, l’evento di formazione organizzato da Wishraiser lo scorso 22 febbraio che ha visto la partecipazione di Stefano Carruezzo di MOCA Interactive e Simona D’Ambrosio di Cooperativa Delfino S.C.S.

Se l’avete perso potete recuperarlo cliccando qui.

L’importanza dei post sponsorizzati per un’Organizzazione Non Profit

Facebook e Instagram sono i due social network più utilizzati al mondo, dove è presente la maggior parte del pubblico-target di un’Organizzazione Non Profit. 

Nonostante queste condizioni favorevoli, ad oggi condurre delle campagne tramite post sponsorizzati sui due social è molto conveniente per un ente del Terzo Settore. 

I motivi li abbiamo sintetizzati in questo articolo.

Quello che ci preme sottolineare qui è che sui social tutti i principali obiettivi per un’Organizzazione Non Profit possono essere raggiunti, ovvero:

  • Aumentare le donazioni
  • Far sapere qual è la mission dell’Organizzazione
  • Brand Awareness (conoscenza e consapevolezza dell’identità dell’Organizzazione)
  • Acquisizione contatti di nuovi potenziali donatori
  • Condivisione video 

Una delle strategie di marketing più note ed efficaci è quella del funnel marketing.

Il Funnel Marketing applicato al Non Profit: cos’è e come crearne uno che funziona

Il funnel marketing è un modello che descrive e analizza il percorso compiuto dal consumatore nel processo di acquisto. Tale modello si adatta anche nel settore Non Profit, dove al posto di acquisto parliamo di donazione e il consumatore altro non è che il sostenitore.

Si parla di funnel perché si utilizza la metafora dell’imbuto (funnel in inglese, appunto), per identificare il percorso del sostenitore. La versione classica del modello lo vede composto di quattro step: 

  • Awareness (consapevolezza)
  • Interest (interesse)
  • Consideration (considerazione)
  • Purchase (acquisto)

Per Facebook (e Instagram), però, a questi due step se ne aggiungono altri due:

  • Loyalty (lealtà)
  • Advocacy (letteralmente “patrocinio”, “supporto”)
Facebook Advertising Funnel per le Organizzazioni Non Profit | Wishraiser
Il modello di funnel di conversione per le Organizzazioni Non Profit

Awareness (consapevolezza)

Nella prima fase i potenziali donatori non conoscono l’Organizzazione, in quanto sono parte di un pubblico cosiddetto “freddo”. 

L’obiettivo in questo punto è quello di presentare l’Organizzazione a chi non la conosce. Si può fare tramite post dove si condividono video o immagini di grande impatto e si racconta una storia. 

L’importante in questa prima fase è entrare in empatia con il maggior numero di persone possibili. Per questo si prediligono narrazioni universali che possano colpire il maggior numero di persone

Piuttosto che parlare della malnutrizione, ad esempio, si tenderà a parlare delle difficoltà di un padre e di una madre nel dare ai propri figli l’alimentazione base di cui hanno bisogno, così da creare un legame con i tanti genitori presenti sui social.

Interest (interesse)

Nel secondo step l’imbuto tende a stringersi, poiché ci si rivolge ad un pubblico meno numeroso, ma più “caldo” nei confronti dell’Organizzazione.

In questa fase l’obiettivo è quello di generare interesse nei confronti delle attività dell’Organizzazione. Se nella prima fase si è entrati in empatia con i potenziali donatori, qui bisogna alimentare il loro interesse per la causa, dando loro maggiori informazioni.

Nella fase di interesse è consigliabile creare nuovi post da sponsorizzare e indirizzare solo agli utenti che hanno interagito con la sponsorizzata della fase di Awereness (Facebook dà la possibilità di dividere il pubblico in maniera automatizzata).

Consideration (considerazione)

Nella fase di considerazione il pubblico inizia a riconoscere l’Organizzazione e le sue attività. Qui si procederà a creare post dove, da un contenuto più informativo che ha caratterizzato i primi due step, si passa a uno più orientato alla donazione.

È qui che l’Organizzazione inizia a parlare di ciò che fa e che può fare grazie al contributo dei sostenitori.

Anche i post di considerazione vanno sponsorizzati e indirizzati al pubblico che ha interagito con quelli precedenti.

Purchase (acquisto)

L’ultimo step del modello del funnel classico è l’acquisto, donazione nel caso del Terzo Settore.

Qui si parla ad un pubblico molto “caldo” e consapevole, poiché gli è stata presentata in maniera esaustiva l’Organizzazione. In questa fase si può inserire una richiesta di donazione più diretta, con relativo link alla propria pagina Wishraiser.

Loyalty & Advocacy

Le ultime due fasi “aggiuntive” sono in realtà fondamentali, soprattutto per le Organizzazioni Non Profit. 

Far arrivare un sostenitore alla fase di “lealtà” significa poter contare sul suo contributo in maniera continuativa. Wishraiser è uno strumento incentrato sulle donazioni regolari proprio perché sono quelle più importanti per un’Organizzazione Non Profit.

Un’Organizzazione iscritta a Wishraiser, pertanto, porta il sostenitore dalla fase di acquisto a quella di lealtà in modo automatizzato. 

L’ultimo step, quello di Advocacy, si ottiene mantenendo stabile la relazione con il donatore tramite contatti periodici (che possono attivarsi sempre attraverso sponsorizzate social, ma anche via mail).

Se avete perso il nostro evento Social Media Advertising per il Non Profit: come raccogliere nuovi donatori con sponsorizzate social potete recuperarlo qui sotto.


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