Sylvester Stallone è conosciuto come uno degli attori più di successo nel panorama di Hollywood. In pochissimi però sanno che l’attore, prima di avere una brillante carriera nel cinema ed essere uno degli attori più pagati al mondo, ha vissuto il momento più brutto e umiliante della sua vita. Per un lungo periodo, infatti, Stallone si è trovato nella miseria più totale. Solo la sua tenacia e la determinazione gli hanno permesso di realizzare il suo sogno.

Il suo sogno era da sempre quello di diventare una grande star dei film americani. Iniziò con molteplici tentativi per ottenere la parte in diversi film ma ricevette solo porte in faccia. La maggior parte degli agenti e registi che incontrava gli intimava di cambiare “sogno”, di puntare a qualcos’altro, dicendogli che mai avrebbe fatto carriera.

Lui e sua moglie erano completamente al verde, in una casa gelida senza poter pagare cibo e riscaldamento. Nonostante sua moglie gli chiedesse di cercare un lavoro “vero”, lui non lo fece mai, voleva fare l’attore e non voleva accontentarsi di un altro comune lavoro che gli avrebbe fatto perdere la fame per il suo sogno.

La miseria li stava intrappolando, tanto che Stallone si ritrovò a vendere i gioielli di sua moglie per pagare acqua e cibo, evento che causò poi la fine della sua relazione. Ma quello non fu l’episodio più duro. Stallone dichiara di aver raggiunto il punto più basso nella sua vita quando, non avendo più soldi per mangiare e per cibare il suo cane, decise di venderlo per 25 dollari ad uno sconosciuto, fuori da un negozio di liquori.

La svolta

Un paio di settimane dopo, in televisione trasmettevano il match di pugilato tra Muhammad Alì e Wepner, un pugile che nonostante incassasse durissimi colpi da Alì, rimaneva in piedi e continuava a lottare. Da quel match Stallone prese ispirazione per scrivere una storia e per 3 giorni scrisse ininterrottamente lo script di un film.

Cominciò a cercare di venderlo agli agenti, la maggior parte rispondeva che era una storia scontata, banale e stupida. Per giorni e giorni continuò a proporlo a persone diverse e finalmente trovò un gruppo di agenti interessati al suo film che gli offrirono $125.000 per avere lo script. Rimase sconvolto dalla somma che gli offrirono e disse che avrebbe accettato solo ad una condizione: avere la parte del protagonista nel film. Gli agenti rifiutarono e Stallone se ne andò respingendo quell’incredibile somma di denaro. Giorni dopo gli stessi agenti lo ricontattarono e gli offrirono una cifra più alta per cedere lo script senza partecipare al film. E lui disse di no.

Da senzatetto a Rocky Balboa

Si arrivò alla fine ad un accordo per cui gli agenti lo pagarono 35.000 dollari e gli dettero la parte come protagonista. Quel film era Rocky.

Il film costò ai produttori 1 milione di dollari e ne incassò 200 milioni. Alla cerimonia degli Oscar, Stallone, nel suo discorso, lesse tutti i commenti negativi che lui e lo script del film avevano ricevuto dagli agenti che lo avevano rifiutato, a testimonianza del fatto che vale sempre la pena di credere e lottare per il proprio sogno.

La prima cosa che Stallone fece dopo aver ottenuto i suoi $35.000 soldi fu ricomprare il suo cane: si mise di fronte al negozio di liquori per tre giorni aspettando lo sconosciuto a cui aveva venduto il cane. Lo ricomprò dal ragazzo ad un prezzo di $15.000 e la promessa di una parte nel film Rocky.

Sylvester Stallone è oggi uno degli attori più amati del mondo. Ma non sarebbe arrivato al successo se non avesse creduto in se stesso e non avesse lottato per il suo sogno, andando contro a tutti ed evitando di farsi abbattere dai commenti spiacevoli ricevuti. Mai arrendersi, nemmeno davanti alle difficoltà più dure che la vita ci riserva.

Storie motivazionali di successo

Di storie simili a quella di Sylvester Stallone ce ne sono tante, racconti motivazionali realmente avvenuti che speriamo possano spingere chi ci legge a credere in se stessi, sempre e comunque.

Altre storie meritevoli di lettura sono quelle di Bebe Vio, Giannis Antetokounmpo e Gino Strada.

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